giovedì 17 dicembre 2020 QUERCIA ROVERETO
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Addio a Renzo Azzolini. Una vita per la nostra Quercia


“Ciao”, sono partito per un lungo viaggio… gli amici cari li porto con me nel mio cuore”. Questo l’ultimo messaggio di Renzo Azzolini, scomparso ieri dopo una lunga battaglia con una malattia che non perdona.
Per oltre mezzo secolo è stato un protagonista nella vita della nostra Quercia, in cui era entrato giovanissimo come atleta, disco e peso ma anche qualche incursione nel mezzofondo, cosa assolutamente anomala per un lanciatore. Renzo era un esempio dell’atletica di quei tempi, ruspante e scanzonata, senza impianti a Rovereto, fatta di trasferte avventurose.

Non aveva grande continuità nell’allenamento, ma la sua passione per l’atletica era profonda, tanto da entrare subito nei quadri dirigenziali della società. Abbiamo iniziato assieme un percorso di potenziamento e di modernizzazione della società, con la lunga presidenza dell’avvocato Giampaolo Ferrari, che nel 1990 lasciò l’incarico, in quanto nominato assessore comunale. Fui io in quel momento a spingere Renzo, che aveva da poco concluso il suo incarico di assessore, ad assumere l’incarico di presidente della Quercia. Incarico che ha ricoperto per ben 16 anni, fino al 2006.
Possiamo dire, senza presunzione, che è stato un periodo in cui la nostra società ha scalato le gerarchie dell’atletica italiana, con risultati importanti sul campo (titoli e medaglie varie, la squadra maschile per quasi 30 anni prima in Regione, la squadra femminile arrivata in pochi anni fino alla serie A) e una straordinaria crescita nell’organizzazione, in particolare per il Palio Città della Quercia.
Intelligente, battute rapide e taglienti, Renzo poteva sembrare talvolta a chi non lo conosceva quasi un presuntuoso. Invece Renzo era un buono e un generoso, che alla sua maniera si è speso molto per la Quercia.
Abbiamo preso assieme, a metà degli anni Settanta del secolo scorso, la responsabilità del Palio Città della Quercia, meeting nato dall’intuizione e dalla visione di un grande ma pragmatico sognatore come Edo Benedetti.
In pochi anni il meeting che era nazionale è diventato internazionale, diventando non solo fra i più importanti d’Italia, ma inserendosi anche nei circuiti mondiali. Erano tempi avventurosi e senza l’organizzazione attuale. Renzo girava per l’Europa ai meeting più importanti per portare a Rovereto i grandi campioni dell’atletica mondiale.

Renzo con Pietro Mennea
Renzo con Pietro Mennea

La storia del “Palio”parla da sola: oltre un centinaio di campioni olimpici e mondiali sono stati protagonisti sulla pista di Rovereto, in rappresentanza di oltre 100 nazioni.
Renzo, alla sua maniera, con poche parole di inglese, ma parlando con tutti con la sua capacità di ispirare simpatia, ha intrecciato rapporti con gli atleti che spesso sono durati nel tempo.
Nel momento dell’addio si rischia di essere travolti dai ricordi. Quante trasferte con Renzo, quante cene dopo le gare, quante rimpatriate goliardiche fra amici, quante idee messe in campo, quanti indimenticabili momenti di gioia per i risultati dei nostri atleti e delle nostre squadre, quanti confronti, anche aspri, ma sempre leali, per cercare le strade migliori per la nostra atletica, per la nostra Quercia.
Ciao Renzo, anche la Quercia ti porterà sempre nel cuore.

Carlo Giordani
Presidente U.S. Quercia

Renzo lancia la staffetta sociale 100x1000
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