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mercoledì 29 gennaio 2020 FIT TRENTINO
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Melania che peccato: trentina sconfitta al tie-break


Melania, che peccato. Si ferma alle soglie dei quarti la bella avventura della 17enne trentina agli Australian Open Junior Championships, in corso sui campi in cemento di Melbourne Park. Nella notte italiana la Delai ha dovuto arrendersi 3-6 7-6(7) 7-6(7), al termine di quasi tre ore di lotta e 3 match-point mancati, alla giocatrice di Andorra Victoria Jimenez-Kasintseva, 14 anni appena (è nata il 9 agosto del 2005), nona favorita del torneo e numero 19 graduatorie internazionali di categoria, tennista in dirompente ascesa, considerata da molti come uno dei nuovi fenomeni del tennis mondiale giovanile.
OCCASIONI - Il rammarico è grande, perché Melania è stata sopra alla sua avversaria per larghi tratti, ha incamerato con autorità il primo set e ha condotto a lungo il gioco anche nel secondo, interpretato con lucida determinazione. Qui l’azzurra si è ritrovata per tre volte avanti di un break, in testa 2-0, 4-2 e 6-5, ma la giovanissima tennista iberica non si è mai data per vinta, ha reagito con orgoglio e grande volontà e nel tie-break ha trovato il coraggio e la forza per cancellare due palle della vittoria alla nostra e chiudere il parziale 9 punti a 7. Il match ha cambiato improvvisamente inerzia, la Delai ha accusato un problema alla coscia sinistra e ha dovuto richiedere l'intervento del trainer e la Jimenez-Kasintseva ne ha approfittato per scattare avanti 3-1 nel terzo. Melania è stata brava però a non disunirsi, è tornata spingere con convinzione ed è rientrata in partita, ha riagganciato la rivale, ma sul 6-5 e servizio della sua avversaria ha mancato un altro match-point. La sfida si è così decisa nel super tie-break, la Delai è salita sul 6-3, ma ha poi subito un parziale di sette punti che ha spianato la strada alla spagnola a segno per 10 a 7. 
EMOZIONI - Lacrime e serenità. E’ una sconfitta che brucia, ma Melania, ultima italiana ancora in gara nello Slam, riesce comunque a sorridere. “Ci ho messo cuore, testa, anima, tutto quello che avevo - racconta - Probabilmente nelle gambe si sono fatti sentire anche i sette incontri giocati in due giorni la settimana scorsa a Traralgon. Dispiace perché perdere in questo modo, con dei match point a favore, è sempre brutto, ma non ho molto da rimproverarmi. Forse avrei dovuto prendermi qualche rischio, in ogni caso è stata brava la mia avversaria che ha giocato molto bene nei momenti importanti. Esco a testa alta, con qualche lacrima, ma anche con il sorriso. Sono soddisfatta di ciò che ho fatto.” L’esperienza sul cemento australiano si è chiusa lasciando un vortice intenso di emozioni, un pizzico di amarezza e l’inevitabile rammarico per l’occasione perduta, ma pure una nuova consapevolezza e tanta spinta per il futuro. Quella che serve per affrontare una stagione, il 2020, cruciale per la tennista trentina che dovrà completerà il passaggio dal mondo Junior a quello Pro, cementare sempre di più certezze e speranze. Cresciute non poco sotto il cielo rovente di questo enorme paese. 

di Luca Avancini
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