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martedì 7 gennaio 2020 FIT TRENTINO
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Stefano Galvani e Maria Vittoria Viviani trionfano all'Ata


Su questi campi il morso del cobra è quasi sempre letale. Semifinalista un anno fa, finalista nel 2017, vincitore nel 2018, Stefano Galvani è ancora il padrone all’Ata, respinge l’assalto del 19enne veronese Davide Tortora e si aggiudica il torneo Open Trofeo “Allianz – Guanti & Caucci”, imitato nel femminile da Maria Vittoria Viviani, 2.4 pavese classe 1999, una bella storia da raccontare. Di voglia e di riscatto. Disavventure e infortuni sembravano averle spezzato le ali, lei che a 17 anni pareva una promessa, e invece è tornata più determinata che mai e qui si è presa con merito tutto lo spazio, dominando la finale con l’abruzzese del Ct Trento Beatrice Caruso. Lanciano messaggi promettenti anche i tornei maschili di terza e di quarta, si impongono Davide Carrara, 20enne cresciuto su questi campi e passato ad allenarsi a Bordighera con Riccardo Piatti, e il giovanissimo bolzanino del Rungg Moritz Kolbe, classe 2007, grinta da vendere.

PADRONE - Classe, tecnica, esperienza, un naturale senso dell’anticipo, c’è una po’ di tutto nel tennis di Stefano Galvani, che non sembra proprio avvertire il peso del tempo che passa. Quarantadue anni e mezzo, come sottolinea lui, ex n. 99 nel 2007, un beniamino coccolato e applaudito dagli appassionati del circolo, visto che ha legato il suo trascorso all’Ata agli anni magici della serie A, quelli della famosa finale del 2012 con Forte dei Marmi, raggiunta insieme ad Andrea Stoppini. Un professore in cattedra, che alla fine riesce pure a distribuire qualche buon consiglio tecnico al suo giovane rivale, Davide Tortora 2.3 classe 2000, origini bolzanine, uno che da junior aveva giocato nel 2018 le qualificazioni degli Slam junior di Parigi, Wimbledon e New York, e che nello scorso agosto si era portato a casa l’Open di Mezzolombardo. Tortora sfoggia con orgoglio la divisa della Mississipi State University, la stessa di Giovanni Oradini, anche lui come il roveretano studia negli Usa alla Facoltà di Chinesiologia, ma soprattutto un tennis aggressivo tutto d’attacco che sorprende in avvio Galvani, in difficoltà nel prendere le misure al giovane rivale. “Non conoscevo il suo modo di giocare, e non mi aspettavo che venisse così spesso a rete”, spiegherà poi. Il servizio e il rovescio giocato spesso in contro tempo aiutano il patavino a tenere la testa avanti, Tortora non molla la presa e aggancia il tie-break, ma qui è Galvani a caricarsi dopo un paio di spettacolari recuperi. Un break al quinto game, (“Ho fatto qualche cavolata a rete” sorride amaro Tortora), decidono il secondo set e la partita. “E adesso Stefano vorrei ritrovarlo da avversario in A2” (gioca con Pesaro), si complimenta il presidente dell’Ata Renzo Monegaglia. Un segreto per spiegare una carriera così longeva? “Non c’è”, pare quasi schermirsi Galvani, non è questione di allenamento o di fisico, (“Quest’estate ho giocato poco perché mi sono operato al menisco”), piuttosto di sensibilità o di talento. E di giovani forse ancora acerbi per uno smaliziato come lui.

PRIMA DONNA - La finale femminile non sfugge mai dalle mani della Viviani, più incisiva e sicura nel palleggio rispetto alla Caruso, apparsa un po’ scarica, a corto di energie dopo la dura semi con la Visentin. Il torneo dell’Ata può rappresentare un nuovo punto di partenza per la tennista lombarda dopo il lungo stop, quasi un anno, per l'operazione al polso. Tesserata per il senese Tc Sinalunga la Viviani è tornata ad allenarsi a Marina di Carrara con il vecchio coach Claudio Grassi che l’ha aiutata a ritrovare fiducia e convinzione nei suoi mezzi e ha ripreso a frequentare il circuito Itf, conquistando una semifinale a Johannesburg lo scorso settembre.

GIOVANI - Bella e interessante la finale di terza, Stefan Vedovelli, 14enne talento di casa, ha tenuto botta contro l’ex compagno, ha avuto anche due opportunità per il 5-5 pari nel primo set, ma Carrara non ha mai perso il filo del gioco e non ha sbagliato le scelte nei momenti chiave. Tutti e due passeranno in seconda da quest’anno, il vincitore da 2.7. L’esperienza di Alessandro Casagrande non è bastata invece nel quarta per confondere le idee del giovanissimo altoatesino Moritz Kolbe che ha giocato con coraggio nel terzo e decisivo set, firmando un bel successo, forse inatteso, ma assolutamente meritato.

COSI’ PRIMA DELLE FINALI - Tempo di saldi, ma non per il veterano d’acciaio Stefano Galvani, che sconti non ne ha fa ai suoi giovani antagonisti. Arginati con sicurezza: il talento di casa, il 17enne 2.4 dell’Ata Mattia Bernardi, che pure negli ottavi aveva offerto una convincente dimostrazione di forza con il 2.4 anconetano Michele Lorenzo Iftimie, e il 2.4 pratese del Tc Bisenzio Samuele Pieri, pure lui classe 2002, che pure aveva concesso appena due games al bresciano del Ct Garvardo Andrea Melisi, regolato in semifinale in poco più di un’ora di gioco a senso unico. Entrambi evidentemente hanno finito per subire tutta la personalità del titolato rivale, Mattia era partito bene, ma dopo aver mancato tre palle break sul 2-2 0-40, si è praticamente squagliato. Galvani non avrà più la mobilità e la spinta dei bei tempi, ma ha un senso innato della posizione e dell’anticipo che lo aiuta a non allungare troppo gli scambi, una capacità di leggere in anticipo le intenzioni e l’abilità di confondere le idee ai suoi avversari con continui cambi di ritmo, back avvelenati con i quali prendere la rete. In finale è sbracato pure Davide Tortora, bravo, dopo aver rapidamente sovrastato il frettoloso bombardiere del Rungg Sebastian Brzezinski, a piegare in tre lottati set il 25enne 2.3 toscano di Certaldo Gianluca Acquaroli, reduce dal successo nell’Open natalizio ospitato dal Tennis Club Riccione. Tennista in gran forma che ha dovuto però fare i conti con la grande concretezza del 2.4 del Tc Bolzano.

DONNE ROVESCIATE - Gerarchie sovvertite invece nel femminile, ma le protagoniste sono quelle giuste. Perché le 2.4 Maria Vittoria Viviani e Beatrice Caruso hanno occupato la scena con pieno merito, mostrando tanta qualità e tanto temperamento. Abruzzese, tesserata un anno fa dal Ct Trento per la serie B a squadre, la Caruso ha spento in due combattuti set le speranze della roveretana Elisa Visentin, arrivata all’Ata cavalcando l’onda del bel successo di una settimana fa nell’Open di Rovereto. La 20enne del Ct Rovereto aveva macinato nei quarti la 2.5 Valentina Urelli Rinaldi, brianzola classe 2000, ma la Caruso non si è lasciata impressionare spinta dal bel successo sulla 18enne 2.4 Marion Viertler, meranese di Silandro, seconda testa di serie e recente trionfatrice nell’Itf da 15mila dollari del Cairo, in Egitto, non ha mai perso la bussola e la lucidità nei momenti chiave, in particolare il tie-break del primo set, sforzandosi di mantenere sempre l’iniziativa, per non cadere nella ragnatela della rivale. Piccola delusione anche per Sofia Rocchetti, 17enne marchigiana di Jesi tesserata per l’Argentario, finalista all’Open di Rovereto proprio con la Visentin, un titolo Itf junior che l’ha catapultata tra le giovani più interessanti del panorama nazionale, il varco apertosi nella parte alta del tabellone per il forfait della 2.2 Cristiana Ferrando, era davvero invitante, ma la Viviani è uscita con forza alla distanza sfruttando al meglio l’incisività del suo colpo migliore, il diritto. Bella storia quella della 2.4 lodigiana, classe 1999.

I risultati
Singolare maschile Open
Quarti: Galvani b. Bernardi 6-2 6-1, Pieri b. Melisi 6-0 6-2, Tortora b. Brzezinski 6-1 6-0, Acquaroli b. Serena 6-2 6-4
Semifinali: Galvani b. Pieri 6-1 6-0, Tortora b. Acquaroli 7-5 1-6 6-3
Finale: Galvani b. Tortora 7-6 6-4
Singolare femminile Open
Quarti: Rocchetti b. Moccia 6-4 6-2, Viviani b. Dessolis 6-2 6-3, Visentin b. Urelli Rinaldi 6-0 6-3, Caruso b. Viertler 6-0 5-7 6-4
Semifinali: Viviani b. Rocchetti 6-2 2-6 6-0, Caruso b. Visentin 7-6 6-4
Finale: Viviani b. Caruso 6-3 6-3
Singolare maschile Terza
Semifinali: Carrara b. Tappeiner 1-6 6-4 6-3, Vedovelli b. Pietravalli 6-0 6-1
Finale: Carrara b. Vedovelli 6-4 6-3
Singolare maschile Quarta
Semifinali: Casagrande b. Zeni 7-5 6-3, Kolbe b. Borgognoni 1-6 7-5 6-2
Finale: Kolbe b. Casagrande 6-4 1-6 6-4

di Luca Avancini
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