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sabato 8 giugno 2019 FIT TRENTINO
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Debby che peccato: a Brescia va in finale la Marcinkevica


Ci ha messo cuore, carattere, voglia di lottare, ma non è bastato. Deborah si ferma a un passo soltanto dalla finale degli "Internazionali Femminili di Tennis", torneo ITF da 60mila dollari di montepremi che si gioca sui campi del Tennis Forza e Costanza 1911 di Brescia, piegata dopo tre ore e ventisette minuti di battaglia durissima, dall’irriducibile 27enne lettone Diana Marcinkevica, numero 268 al mondo. Servono tre tie-break per decidere una partita che è insieme tante partite, un saliscendi di emozioni, un alternarsi continuo nel punteggio. Una sfida resa intensa e spietata dal gran caldo che avvolge la terra rossa bresciana, la Marcinkevica aveva vinto al tie-break del terzo set anche il match dei quarti con l’australiana Zoe Hives, e con la 22enne di Trento conferma le sue straordinarie doti gladiatorie, una tempra spessa che le consente di risalire più volte la corrente senza mai lasciarsi travolgere. Debby invece mastica amaro mentre riapre l’ennesimo capitolo dei rimpianti, raddrizza un primo set che pareva segnato, sotto 2-5, grazie al sostegno della battuta, cancella un set point sul 5-6 30-40 dopo un dritto in corridoio con una robusta prima di servizio che costringe all’errore la rivale, poi nel tie-break si esalta in difesa, mentre la lettone affonda il rovescio in rete. L’inerzia cambia ancora nel secondo set, perché la Marcinkevica diventa più aggressiva, la nostra invece fatica a dare profondità al palleggio. Ma la Chiesa adesso è un’altra giocatrice, trova risorse ed energie insospettate per recuperare scambi che in altri momenti avrebbe lasciato andare. Si aggrappa con tutte le sue forze alla partita rientra da 2-4 e mette la testa avanti due volte, 5-4 e 6-5. Sente il profumo della vittoria, ma la lettone non ha alcuna intenzione di mollare, limita i gratuiti e domina il secondo tie-break sette punti a tre dopo una falsa partenza della nostra (0-5). Il terzo set si gioca sui nervi, le due giocatrici hanno speso molto, ma la Chiesa pare più lucida, prende in mano gli scambi e sale sul 5-3. Ma la basta abbassare la guardia per un attimo soltanto per ritrovarsi la Marcinkevica addosso, pronta ad azzannare, la tennista lettone infila un parziale di dodici punti a uno e si ritrova davanti 6-5. Debby serve bene e allunga il braccio di ferro all’ennesimo tie-break, è un’altra pazza corsa su e giù dalle montagne russe, la trentina recupera da 2-4 a 5-4, ma poi sbaglia, salva un primo match point non il secondo che consegna la finale alla sua stremata avversaria. Il pubblico è rimasto incollato alle tribune del Forza e Costanza per tutta la durata della partita più bella del torneo, e si è vista pure parecchia gente che seguiva il match dalle terrazze del Castello, alcune decine di metri più in alto. La trentina non ha fatto nulla per nascondere la delusione, ma sono più i meriti della sua avversaria che i demeriti suoi. La 26enne di Riga, che fin qui in carriera non ha mai vinto un titolo sulla terra, non ha ceduto mentalmente nemmeno quando l'italiana si è portata sul 5-3 nel terzo parziale, tenendo il servizio dopo sette break consecutivi. Ha continuato a correre, a recuperare tutto il recuperabile, e a far male con un rovescio lungolinea che le ha procurato una valanga di punti. E alla fine ha chiuso a braccia alzate. “Il lavoro fisico che ho fatto questa settimana – ha spiegato la lettone – ha dato i suoi frutti. È stata una partita folle, tanti alti e bassi, ma adesso sono felice”. Per la Chiesa, resta comunque una settimana che potrà darle fiducia, dopo sei mesi nei quali aveva vinto poco e aveva perso contatto con le zone alte del ranking. Una semifinale in un 60 mila dollari è un traguardo di rilievo, dal quale ripartire per recuperare il terreno perduto.

Nella seconda semifinale, Jasmine Paolini è riuscita ad avere la meglio su Martina Trevisan grazie a un tennis aggressivo e brillante, con il quale ha costretto spesso l'avversaria in un angolo. Nell'ultimo periodo, l'allieva di Renzo Furlan ha modificato il suo approccio alla partita rendendo i suoi colpi più decisi ed efficaci, mettendo in conto di sbagliare qualcosa ma ottenendo nel complesso un riscontro soddisfacente. L'unico precedente, tre anni fa a Santa Margherita di Pula, aveva premiato la Trevisan, mentre stavolta è stata la 23enne di Castelnuovo di Garfagnana, numero 210 Wta, a trovare la chiave per far sua la partita, peraltro in maniera molto netta: 6-3 6-0 in un'ora e 8 minuti. Nel corso della settimana, Jasmine è andata in crescendo, e per questo appare favorita nella finale di domenica contro la Marcinkevica. Ma considerato ciò che la lettone è stata capace di fare fin qui, l'azzurra non dovrà dare nulla per scontato. La Paolini va a caccia dell'ottavo titolo in carriera, il secondo per importanza dopo il 100 mila dollari di Marsiglia, vinto due stagioni fa. Nella finale di doppio, successo di due sudamericane, la venezuelana Andrea Gamiz e la brasiliana Paula Cristina Goncalves, che hanno dovuto lottare per un'ora e 33 minuti per avere ragione di Anastasia Grymalska e Giorgia Marchetti, le due azzurre più in alto nel ranking Wta di specialità (rispettivamente 187 e 143). La coppia italiana ha rischiato di perdere in due set, considerato che si è trovata sotto per 4-1 nel secondo parziale. Ma nel match tie-break che sostituisce il terzo set ha mancato tre occasioni per chiudere a suo favore, due sul 9-7 e una sul 10-9.

di Luca Avancini
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