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lunedì 7 gennaio 2019 FIT TRENTINO
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Open di Capodanno: Monica Cappelletti trionfa al Ct Trento


Non poteva scegliere modo migliore per festeggiare i suoi vent'anni. Sulla terra rossa che da sempre è la "sua" terra rossa, quella del Ct Trento. Monica Cappelletti ha messo la candelina più bella sulla torta di compleanno aggiudicandosi con pieno merito il titolo Open del “Trofeo Livio Pallaoro e C. Tubi e Prefabbricati in cemento”, uno dei due classici appuntamenti di Capodanno. E' stata invece la 2.1 ligure Cristiana Ferrando a trionfare all'Ata, mentre il toscano Daniele Capecchi ha sfiorato il doblete, si è imposto in via Fersina, ma ha dovuto arrendersi a Gianluca Acquaroli in piazza Venezia.

QUI CT TRENTO - Da ragazza seria ed equilibrata qual è la 2.3 del Ct Argentario ha gestito al meglio le emozioni e la tensione, inevitabili quanto arrivi a un passo dal traguardo, e ha piegato nella sfida decisiva la sorprendente 2.4 Alessandra Mazzola, coetanea riccionese tesserata per il Tennis Viserba, sbucata dalla parte alta del tabellone dopo aver estromesso la 2.2 cagliaritana Anna Floris, campionessa in carica, reduce dal successo di Rovereto. La Mazzola ha tenuto botta per un set, ma la Cappelletti ha tenuto alto il ritmo, con continuità ed efficacia, evitando inutili rischi, ma giocando sempre con la giusta intensità. Nei quarti e in semifinale si era aggrappata alla sue straordinarie doti temperamentali per rimontare e battere due avversarie toste come Enola Chiesa, piemontese di Valenza classe 2000, 2.3 tesserata per la Canottieri Casale, e la 2.3 Valeria Muratori, bazzanese, classe 1986, tesserata per lo Sporting Sassuolo, un’affezionata frequentatrice di questi campi, ha vinto le ultime tre edizioni del Città di Trento. Nella sfida decisiva è stata brava a giocare con qualità e attenzione.
Il torneo maschile, che si è divertito presto a scompaginare le carte e a sovvertire i pronostici della vigilia, ha incoronato il biondo toscano di Certaldo Gianluca Acquaroli, 2.4 classe 1994. La sofferta vittoria dei quarti con Stefano Galvani è stata sicuramente una bella iniezione di fiducia e sullo slancio il tennista del Ct Pontedera ha domato il 2.4 ligure Paolo Dagnino, infilatosi nel varco apertosi con il ritiro dell'altoatesino Patrick Prader, e piegato nella sfida decisiva il 23enne fiorentino del Tc Bisenzio Daniele Capecchi, salito nel frattempo al vertice della categoria, ma arrivato in fondo in piazza Venezia con il serbatoio in riserva dopo le dispendiose battaglie sostenute in contemporanea all'Ata.
Nessuna sorpresa nel terza femminile che ha premiato la 22enne bresciana Alessandra Sainato, cresciuta alla Rossi School e tesserata per la mantovana Mutti&Bartolucci Tennis Clinic, promossa a dicembre 2.8 e capace di rispettare con autorevolezza il ruolo scomodo di prima favorita. In finale ha sconfitto un'ottima Beatrice Zanlucchi, che per un set è rimasta tenacemente in partita, prima di arrendersi alla maggiore potenza della rivale. Deve ancora allinearsi ai quarti di finale invece il tabellone di terza maschile, qui i tempi, come da tradizione, si allungheranno.

QUI ATA BATTISTI - Sono state le donne a regalare lo spettacolo più interessante e avvincente sul veloce dell'Ata dove è andato in scena l'altro grande torneo di Capodanno, il trofeo «Guanti e Caucci». Di fronte si sono ritrovate le due giocatrici più accreditate, la 2.1 Cristiana Ferrando, 23enne ligure di S. Margherita numero 430 al mondo, nipote di quella Linda che nel 1994 raggiunse il numero 36 nella graduatoria Wta dopo aver battuto agli Us Open una certa Monica Seles, e la 2.2 trevigiana Maria Elena Camerin, numero 41 al mondo nel 2004, tennista dal gioco brillante, due finali Wta in carriera, raggiunte a Casablanca e Portorose. L'allieva e la maestra, visto che la Camerin, tecnico federale a Tirrenia a fianco della capitano di Fed Cup Tathiana Garbin, è in questo momento l'allenatrice della tennista ligure. Ed è stata proprio la maestra a partire forte prendendo il tempo alla sua allieva, ma l'effetto sorpresa è durato solo un set, il primo, poi la Ferrando ha trovato la lunghezza dei colpi, ha alzato il ritmo dello scambio e cominciato a comandare il gioco. Ma soprattutto ha tirato più forte con il diritto dipingendo traiettorie di rara precisione. E la partita ha svoltato anche se la Camerin non ha mai mollato orgogliosamente la presa, se non negli ultimi games.
Il torneo maschile ha premiato la costanza di Daniele Capecchi, 2.2 del Ct Firenze, promosso da una durissima semifinale con il beniamino di casa Stefano Galvani, campione in carica, ma in grado di restare sempre lucido nella sfida decisiva con il 2.4 aquilano Andrea Picchione, bravo e fortunato quest'ultimo nello sfruttare i ritiri del 24enne 2.1 di Ravenna Pietro Licciardi, mancino tesserato per il club toscano del Sinalunga, e del toscano di Pontedera Acquaroli, che nei quarti aveva stoppato la bella corsa del talento di casa Mattia Bernardi, protagonista dell'eliminazione del 2.2 massese Davide Della Tommasina. La finale è stata caratterizzata da lunghi scambi da fondo, Picchione ha tentato di forzare il palleggio per spezzare la regolarità del rivale, ma è finito spesso fuori giri, agevolando il compito di Capecchi.

Nel terza categoria bel successo di Tommaso Girardi, mancino delle Ct Cinque Contrade di Mattarello, promosso in seconda, un incontrista abile a variare lunghezza e profondità di palla, come si era ben visto nel match dei quarti vinto con il principale favorito del tabellone, Andrea Labrocca. Nella ragnatela intelligente di Girardi è finito intrappolato anche il tennis elegante, ma meno costante dell'atino Edoardo Cestarollo, uscito forse un po' provato dall'intensa semifinale con un ritrovato Francesco Dorigoni.
Resta all'Ata invece il titolo di quarta, conquistato dal giovane Francesco Modaffari, bravo a non cadere nelle trappole di un giocatore esperto come Luca Odorizzi, tennista in ascesa di Sportivando.


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di Luca Avancini
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