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giovedì 13 dicembre 2018 FIT TRENTINO
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Con Stefano Sembenotti un bilancio dell'esperienza in serie A


Presidente Sembenotti, il giorno dopo aver ottenuto la salvezza in serie A2 con la squadra maschile, qual è la sua valutazione sulla stagione appena conclusa?

Devo dire che alla gioia per la salvezza della squadra maschile fa da contraltare la delusione per la retrocessione della squadra femminile, retrocessione dovuta anche ad alcune circostanze sfavorevoli che non ci hanno permesso di schierare le nostre atlete di punta.
Da un punto di vista generale non posso negare che sono stati mesi di grande carico per il nostro circolo, impegnato a sostenere un doppio impegno con tutto quel che ne consegue in termini di impiego di risorse umane ed anche economiche.
A tal proposito, devo ringraziare tutti quelli che a vario titolo, hanno dato il loro contributo per consentire al circolo di affrontare questa prima “doppia” stagione in serie A2: i genitori dei ragazzi della scuola tennis, i ragazzi stessi, che si sono resi disponibili a svolgere il ruolo di raccattapalle, i maestri accompagnatori e capitani delle due squadre Nicola Bruno (coadiuvato dal nostro storico amico e giocatore Shasha Rampazzo) e Giorgio Azzolini, gli sponsor, i ragazzi del bar del circolo, i dirigenti, i giocatori tutti, dagli stranieri ai ragazzi ed alle ragazze del nostro vivaio.

Dovendo ripercorre brevemente il cammino delle due squadre, quali sono stati, a suo giudizio, i momenti chiave, nel bene e nel male, della stagione?

Parlando della squadra maschile, ritengo che per noi il momento decisivo, in senso positivo, sia rappresentato dalla gara di andata dei playout salvezza, quando ci siamo imposti per 5 ad 1 contro il Ct l’Aquila, sfruttando al meglio il fattore casa. Non avessimo vinto con così ampio margine la prima gara, il ritorno in trasferta per di più su di una superficie (play it) diversa dalla nostra non sarebbe certo stato facile.
Per quanto riguarda la squadra femminile, avevamo puntato tutto sull’ultima giornata contro Reggio Calabria, convocando appositamente una delle nostre straniere, ma le avversarie si sono dimostrate nettamente superiori. Col senno di poi avremmo forse dovuto evitare di arrivare allo scontro diretto in quella situazione di classifica.

Chiusa con una salvezza ed una retrocessione la stagione 2018, quali obiettivi avete per il 2019? Ci dobbiamo aspettare novità?

L’idea, per quello che concerne il settore maschile, è quella di consolidare la nostra permanenza in serie A2, rafforzando la batteria dei vivai e confermando il gruppo che tanto bene ha fatto in questa stagione.
Relativamente al femminile, non vi è dubbio che l’obiettivo che ci siamo posti con la dirigenza sin dal giorno successivo alla retrocessione, è quello di una pronta risalita in A2. E a tal proposito non mancheranno le sorprese.

Guardando oltre il risultato delle squadre di punta, come valuta la situazione attuale del Circolo Tennis Trento? Come commenta le classifiche appena uscite relative alle scuole tennis nazionali [Il Circolo Tennis Trento è sceso dalla 22esima alla 54esima posizione ndr]?

La società è in un periodo di grande rinnovamento sia dal punto di vista strutturale che organizzativo.
Abbiamo iniziato in estate con l’ampliamento della zona palestra per consentire ai nostri atleti di poter beneficiare di uno spazio ancora più confortevole per la preparazione atletica, garantendo nel contempo anche l’accesso ai soci amatori e confidiamo di poter festeggiare, per il 2019, l’acquisto del nuovo pallone pressostatico per la copertura dei campi nel periodo invernale.
Per quanto riguarda la scuola tennis i numeri dei frequentanti sono in costante crescita, anche se al momento il settore agonistico non è al suo massimo. Valuteremo con la dirigenza di trovare il modo di garantire al nostro attuale staff tecnico, a mio giudizio di grande qualità, le migliori condizioni per poter esprimere al meglio le potenzialità del nostro gruppo di atleti.

Da ultimo le chiedo se si è fatto un’idea del perché tre delle quattro squadre trentine impegnate tra serie A1 e A2 sono retrocesse?

Premetto che faccio fatica a parlare di realtà e circoli che non conosco nel dettaglio.
Per quanto riguarda l’Ata, a mio giudizio, ha disputato una grande stagione che solo per misteriosi intrecci regolamentari non si è conclusa con una meritata salvezza.
Il Rovereto ha disputato un campionato cercando di valorizzare i suoi giocatori più giovani e credo che, sotto tale profilo, la retrocessione fosse un’ipotesi già prevista.
La nostra squadra femminile, come ho già detto, non ha potuto schierare le migliori atlete impegnate all’estero per motivi di studio e per concomitanti impegni tennistici.
Non credo quindi che sia un problema generale ed anzi credo che vada sottolineato con orgoglio il fatto che una piccola provincia come la nostra abbia potuto schierare ben quattro squadre al via dei campionati di serie A.

di Luca Avancini
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