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mercoledì 28 novembre 2018 FIT TRENTINO
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Luca Struffi alla conquista dell'America: è campione in Nebraska


C’era il rischio di perdersi. Catapultati da un estremo all’altro del globo, dalle rassicuranti montagne del Trentino alle sterminate praterie del Nebraska. Per ritrovarsi con lo sguardo smarrito a inseguire solo invalicabili distese di campi di mais, in mezzo a una tavola piatta dove la vita scorre apparentemente lenta e sonnacchiosa. Il Nebraska è un luogo e tanti luoghi, la terra dei rudi e virtuosi pionieri di certa letteratura. Per chi arriva dal Trentino e deve trascorrerci lunghi mesi a studiare può non essere propriamente il paese dei sogni, non l’America luccicante e divertente di certe cartoline. Luca Struffi, 17enne studente al quarto anno del Liceo Scientifico Da Vinci di Trento, però non ha mai corso questo pericolo. E’ un ragazzo intelligente, riflessivo e curioso, ha impiegato poco a calarsi nella nuova realtà, a sfruttare l’occasione per allargare i suoi orizzonti reali e metaforici. L’aver infilato anche le racchette nella valigia prima di salire sull’aereo che lo ha portato oltreoceano ha sicuramente aiutato a superare le difficoltà d’ambientamento. E soprattutto gli ha consentito di ritagliarsi da subito uno spazio da protagonista nel suo college. E’ successo tutto così in fretta, nel giro di qualche mese: Luca, tennista promettente uscito dal vivaio del Circolo Tennis Trento, classificato 3.2, si è ritrovato in tasca il titolo di campione nazionale giovanile del Nebraska di doppio. Conquistato in coppia con il coetaneo Bradyn Heiss, un successo che ha trovato ampio risalto pure sui giornali locali.
Non c’è che dire, una gran bella soddisfazione
Sono stato fortunato perché la stagione tennistica si svolge da agosto a novembre e io sono arrivato proprio a inizio agosto – spiega Luca - In tempo per partecipare ai tornei. Adesso è cominciata quella del basket che durerà fino a febbraio. L’attività sportiva si svolge principalmente nelle scuole, raramente i ragazzi qui si iscrivono nei club privati. Ci si allena per due o tre mesi un paio di ore al giorno, dal lunedì al venerdì, le sfide con gli altri istituti si svolgono a metà settimana o il sabato. Io ho giocato soprattutto il doppio, con un ragazzo della mia età, Bradyn, che frequenta l’ultimo anno nella mia stessa scuola. Ma non sono andato male nemmeno in singolo, visto che ho vinto tutte e nove le partite giocate con la squadra del mio College.”

Il top però in doppio
Io e Bradyn ci siamo trovati subito bene insieme, abbiamo vinto sei tornei su sette, e nell’altro ci siamo piazzati terzi. Aggiudicarsi lo “State Championship”, l’equivalente dei nostri campionati nazionali studenteschi è stato ovviamente il momento più esaltante. Erano presenti giocatori di tutte le scuole del Nebraska. Io ho potuto giocare solo il torneo di doppio, ma con il mio compagno ci siamo presi una bella rivincita in finale, contro due gemelli della nostra età che ci avevamo inflitto l’unica sconfitta due mesi prima.
Una sfida molto combattuta, a giudicare dal punteggio
Siamo partiti male perdendo 6-1 il primo set, ma poi abbiamo rimontato e ci siamo imposti per 6-4 6-4. In Italia questo genere di vittorie non sono molto significative, ma in America conquistare un titolo nazionale delle Scuole Superiori è uno dei massimi traguardi che puoi raggiungere a livello sportivo a questa età. E’ stato fantastico e inaspettato. Ora sto cercando di informarmi se c’è la possibilità di studiare e giocare a tennis in futuro con qualche College o Università americana.”

Il tennis è stato sicuramente d’aiuto per superare l’impatto con la nuova realtà. Impatto che non deve essere stato facile: ritmi diversi, abitudini diverse, un altro stile di vita.
Sono ormai quasi tre mesi che mi trovo a York. E’ una realtà molto particolare anche perché si tratta di un piccolo paese di circa ottomila abitanti, proprio nel centro degli Stati Uniti. Non ho avuto difficoltà ad adattarmi, tutte le persone qui sono molto gentili e accoglienti, e la vita è sicuramente piacevole. L’unica cosa che ancora non riesco a comprendere è il tempo: assolutamente imprevedibile. Faccio un esempio: a inizio ottobre ha nevicato per due giorni, poi la temperatura è salita d’improvviso a 20 gradi, per abbassarsi bruscamente nel giro di altre ventiquattro ore, e scendere quasi a zero. All’inizio non è stato semplice nemmeno con il cibo, ho dovuto abituarmi a mangiare sempre tanta carne. Ma alla fine ho scoperto che non è poi così male, anche se di tanto in tanto mi piace cucinare un buon piatto di pasta.”
E il rapporto con la scuola?
Sembrerà strano, ma devo dire che andare a scuola è quasi piacevole. Le attività in classe sono generalmente meno impegnative che da noi. I professori cercano di rendere le lezioni divertenti e interessanti e con loro c’è un rapporto molto stretto basato sulla fiducia, un patto che nessuno in genere vuole rompere. C’è una notevole differenza pure nell’organizzazione perché dopo ogni ora gli studenti cambiano classe e compagni per frequentare corsi diversi.”
Come trascorri il tempo libero?
Di solito lo passo giocando a tennis o a basket, o insieme agli amici. Devo essere sincero, non c’è molto da fare a York, la cosa più emozionante che mi sia capitata finora è stata frequentare una sala di bowling. Non ho avuto ancora la possibilità di conoscere molti posti nuovi da quando sono arrivato, perché sono sempre molto impegnato tra scuola e sport. Però sono riuscito a visitare il famoso monte Rushmore nel South Dakota, quello dove sono scolpiti i volti di quattro storici presidenti degli Usa. Un luogo davvero incredibile.”

di Luca Avancini
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