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lunedì 1 ottobre 2018 FIT TRENTINO
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Pietro Pecoraro e Sofia Rocchetti i maestri del Grand Prix


Pietro Pecoraro e Sofia Rocchetti. L’Open del 34esimo Grand Prix “Trentino” ha scelto sui campi del Circolo tennis Rovereto i suoi maestri ai quali consegnare l’ultimo diploma di una lunga e intensa stagione. Con il massimo dei voti: Pietro ha fatta sua la sfida in famiglia con il fratello Gianluca, abbonato alle finali, era la terza di fila, mentre la giovane marchigiana ha vinto la sfida tra emergenti con l’altoatesina Laura Mair.
I TABELLONI DELL'OPEN – Due anni fa, dopo aver perso la finale con il giovane bolzanino del Rungg Horst Rieder, Gianluca Pecoraro aveva annunciato il suo proposito di mollare con il tennis che conta e di saltare al di là del “fosso”, scegliendo la strada che porta all’insegnamento. Dopo un po’ di apprendistato con il maestro Nicola Bruno ha intrapreso una nuova avventura come istruttore presso il Circolo Tennis Pergine, senza però smarrire del tutto la via del tennis agonistico, almeno a queste latitudini. Il talento continua a sorreggerlo, lo aveva spinto in finale un anno fa con Schmid, lo ha aiutato a smorzare rivali più giovani agli ultimi campionati provinciali, tutti qui si aspettassero di conseguenza che fosse lui a contendere il titolo al grande favorito della vigilia, il 19enne friulano del Ct Rovereto Nicola Vidal. E invece è spuntato il fratello Pietro, classe 1997, due anni più giovane, a rovinargli per l’ennesima volta la passerella finale. Stessa facilità di gioco, stesse soluzioni esplosive, meno regolare e continuo forse, ma con quel pizzico di estro e di istinto in più che nelle giornate di grazia riesce sempre a fare la differenza. Così è stato nella semifinale con Vidal che Pietro ha interpretato al meglio, in particolare nei momenti topici, così è stato in finale, dove è riuscito a sciorinare il suo miglior tennis per nulla in soggezione di fronte al fratello maggiore, che pure era arrivato in fondo regolando con sicurezza un osso duro come il 2.4 bolzanino Manuel Bernard. Pietro ha letteralmente scippato al fratello il primo set, con un’incredibile rimonta da 0-6 al tie-break, servendo e rispondendo con coraggio, ha ceduto il secondo parziale, ma alla distanza ha legittimato il successo dominando gli scambi sostenuto da un diritto particolarmente incisivo ed efficace. Una bella iniezione di fiducia per un giocatore che potrebbe tornare molto utile alla causa del Ct Trento nella prossima e inedita avventura in serie A2.

Tutto secondo copione invece nel femminile, Sofia Rocchetti era la grande favorita e non si è lasciata sfuggire il titolo. 16 anni compiuti da poco, la marchigiana, che si allena in pianta stabile con le migliori della categoria presso il centro tecnico federale di Foligno, era salita a Rovereto fresca di titolo regionale assoluto conquistato una settimana prima ai campionati di Chiaravalle e sulla terra rossa della Baldresca non ha fatto altro che confermare il suo buon momento esibendo solidi fondamentali in ogni zona del campo, un servizio ancora forse poco pungente, ma una capacità di gestire al meglio le fasi calde di un match. Si sapeva che le rivali più autorevoli sarebbero state due giovanissime altoatesine, la meranese Marion Viertler e la gardenese Laura Mair, in semifinale l’ha spuntata la seconda che però è riuscita appena a scalfire la sicurezza della Rocchetti. La tennista di Porto San Giorgio non ha mai perso il controllo degli scambi, come era già successo nella sfida con la roveretana Viola Cioffi, giunta in semifinale dopo aver maltratto Lucrezia Maffei.
I TABELLONI DI TERZA E QUARTA – Il terza maschile ha premiato il giocatore più in forma in questo ultimo scorcio di stagione, il roveretano Elia Barozzi, già trionfatore qualche settimana fa al Città di Trento. Ha dovuto rimontare un set di ritardo all’esordio con un palleggiatore tenace come il 3.3 Fabrizio Iacobucci, ma poi il 3.1 lagarino ha ingranato un’altra marcia, piegando in semifinale anche il compagno di squadra Alberto Tengattini. La sfida decisiva con il rivano Bernardo Bernardinelli fattosi largo di forza nella parte alta del tabellone, è stata intensa e avvincente e ha esaltato il carattere irriducibile di Barozzi, bravo a recuperare da 2-5 nel terzo e decisivo set. Si giocherà lunedì invece la finale del terza femminile, di fronte si ritroveranno le protagoniste più attese: Martina Schmid dell’Ata, uscita a fatica da una dura semifinale con un’ottima Alessia Passerini, e la 14enne ledrense del Ct Rovereto Carlotta Vivaldelli, vittoriosa con l’atina Beatrice Zanlucchi. La sorpresa, se di sorpresa si può parlare, l’ha riservata il quarta maschile che ha registrato il successo di Mauro Andreolli, 4.1 del Tc Brentonico. Successo imprevedibilmente netto e autorevole, perché il tennista dell’altipiano ha lasciato appena un games al giovane atino Francesco Modaffari, autore dell’eliminazione del numero due del torneo, Mario Frisanco, e sofferto solo un set con Luca Odorizzi di Sportivando, il più accreditato in termini di risultati e di classifica, ormai prossimo al passaggio in terza. Tutto secondo pronostico nel quarta femminile, qui a prendersi con pieno merito la scena è stata Lisa Tomasi, classe 2006. In finale ha dovuto inchinarsi alla verve e alla spigliata carica della giovanissima tennista dell’Ata anche l’esperta rivana Cinzia Fabris, che in precedenza aveva rischiato con un’altra ragazzina interessante, la roveretana Bianca Cioffi.

DOPPIO SUCCESSO – Anche il Master di doppio assegnava i suoi titoli, quello di terza è andato ad Alessandro Duca e Davide Volpe, che hanno piegato in finale Federico Nicolodi e Michele Togni. Proprio il roveretano e l'arcense avevano inflitto in semifinale il primo doloroso stop stagionale al duo Ambrosi-Ghezzer, partita senza storia per giunta, dominata da Nicolodi e Togni, che in finale tuttavia hanno dovuto arrendersi alla vena brillante di Volpe e Duca, sempre attenti e precisi nelle scelte. Si concluderà in settimana invece il torneo di quarta, in finale ci sono già Simone Adami e Mauro Cazzanelli, che sfideranno i vincenti dell’altra semifinale, quella tra Del Dot-Odorizzi e Dallafior-Pallaoro.

COSI' LE GARE GIOVANILI – Epilogo con qualche sorpresa nel Master giovanile: Mariastella Failoni dominatrice del Grand Prix under 10 è caduta in semifinale con una grintosa e determinata Ana Tamindzic del Ct Rovereto che non si è fermata poi in finale battendo con piglio deciso anche Emma Serio del Ct Mezzocorona. Damiano Santini del Centro Val di Non ha ben impressionato nel maschile imponendosi sul darzese Christopher Ferretti, mentre il ledrense Daniele Faustini e l’atina Noemi Maines hanno conquistato i titoli under 12: il primo ha piegato il roveretano Giacinto Giulio Pugliese, buon finalista, la seconda ha dovuto stringere i denti per respingere l’assalto della caparbia arcense Vittoria Segattini, classe 2007. E a proposito di ragazzini del Ct Arco merita di essere sottolineata la bella prova nell’under 14 di Cristian Cauzzi, bravo a rovesciare la semifinale con l’atino Alessio Zamboni e a controllare poi un positivo Francesco Modaffari, sbucato nella parte bassa del tabellone dopo aver sconfitto in rimonta il ledrense Martino Casolla. Sicura l’affermazione di Anita Pantezzi (foto sopra) nel femminile, divertente la finale con la roveretana Greta Slomp che ha tenuto testa con personalità alla sua rivale. L’under 16 ha certificato la crescita di Lorenzo Corradini del Centro Val di Non, che ha saputo frenare alla distanza il tenace compagno di squadra Pietro Santini; intensa e appassionante la finale femminile che ha dato ragione a Caterina Odorizzi, determinata e lucida nel piegare al tie-break del terzo set l’ostinata difesa di una generosa Martina Schmid.


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di Luca Avancini
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