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mercoledì 30 maggio 2018 FIT TRENTINO
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Deborah Chiesa il giorno dopo: "Ora so di potermela giocare"


Anche le sconfitte possono rappresentare un nuovo punto di partenza. Per quanto siano dolorose e frustranti aiutano a crescere, a diventare più forti, a prendere maggiore coscienza dei propri mezzi, per salire ancora di livello. Bisogna metabolizzarle e trasformarle in stimoli nuovi. Deborah Chiesa sa di aver perso una grande occasione sul campo otto del Roland Garros, ma è anche consapevole di aver compiuto un altro bel passo in avanti, di essere sempre più vicina al tennis che conta. Lunedì ha dormito poco, la sveglia è suonata prestissimo alle quattro del mattino, Debby ha preso il primo aereo per Roma, oggi tornerà ad allenarsi ad Anzio con i fratelli Piccari per preparare il prossimo appuntamento, gli Internazionali femminili di Brescia, torneo Itf da 60mila dollari di montepremi al via da lunedì. Il giorno dopo nella testa probabilmente scorrono ancora le immagini di quel match infinito con l’ex bambina prodigio svizzera Belinda Bencic, i cinque match point mancati, l’altalena di emozioni del terzo incredibile set, incerto ed equilibrato sino alla fine. Ma a restituirle il sorriso ci sono gli apprezzamenti, tanti, che hanno accompagnato la sua coraggiosa prestazione con la giocatrice elvetica. “Devo aggrapparmi alle cose buone che mi ha lasciato questa esperienza – ammette la 21enne di Trento - ai tre match vinti nelle qualificazioni e giocati molto bene, anche meglio anche di quanto non abbia fatto con la Bencic. Certo resta tanta amarezza, è una sconfitta che brucia anche perché in palio c'era il secondo turno in un torneo dello Slam. Il tennis è così, alle volte è molto duro, ma dalla prossima settimana avrò un’altra occasione per rifarmi, anche se il contesto non sarà quello prestigioso del Roland Garros. Ma io spero in futuro di poter giocare altre partite di questo livello, magari a Wimbledon. Adesso bisogna solo guardare avanti e pensare positivo, la stagione è ancora lunga.". Chissà se tra quei cinque match point mancati ce n’è uno che vorrebbe tanto rigiocare: “Non saprei. Di sicuro almeno due punti non li ho interpretati al meglio. Mi è venuto un po' di braccino, ci sta, non ero abituata a gestire situazioni simili, su un palcoscenico così importante. Sono stata forse un po’ remissiva, speravo in un errore della mia mia avversaria, ma lei ha tirato fuori la sua maggiore esperienza e l’ha fatta pesare. Purtroppo è andata male.” Però nel momento più difficile, il terzo set, sono usciti lo spirito da fighter, la determinazione, il temperamento forte. I colpi si possono affinare, certe qualità no, devi averle dentro. Molti al suo posto si sarebbe squagliati come neve al sole per il contraccolpo psicologico, lei invece è rimasta a lottare sino alla fine con il coltello tra i denti. E’ una combattente che ci darà molte soddisfazioni, ha scritto ieri qualcuno. “Quella di non mollare mai è sicuramente una delle mie migliori qualità, è vero ci ho provato fino all’ultimo, sono riuscita anch’io a salvare qualche match point, ma la Bencic è stata più coraggiosa di me. Questo devo riconoscerlo.” Il bilancio di questa seconda partecipazione a un torneo dello Slam, dopo l’Australian Open, resta in ogni caso largamente in attivo. “Ho dato tutto e di questo sono molto soddisfatta. E ho battuto due ottime avversarie nelle qualificazioni. Certo resta un po’ di rammarico per non essere riuscita a esprimere il mio miglior tennis con la Bencic, ma in quella partita si è fatta sentire molto la tensione. Saluto Parigi con tante sensazioni positive, se me lo avessero detto prima che sarei arrivata in tabellone e avrei avuto dei match point con una giocatrice di livello come la Bencic, probabilmente ci avrei messo subito la firma. Sono arrivata qui senza troppo allenamento anche per via di un problema al piede, adesso so di potermela giocare anche in tornei così prestigiosi e duri".

di Luca Avancini
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